News

Sezione dedicata alle notizie

Link all’articolo completo e all’intervista completa

Estratto Articolo:

BACOLI TRA I COMUNI PIÙ RICICLONI D’ITALIA. A DICEMBRE RACCOLTA DIFFERENZIATA ALL’87%

Record di raccolta differenziata a Bacoli. Con l’87% raggiunto a dicembre scorso, il Comune Flegreo si attesta tra i più ricicloni d’Italia e tra i primi in Campania tra quelli con popolazione superiore ai 25mila abitanti. Il dato è in aumento di dieci punti percentuali se paragonato allo stesso mese del 2020.

Un risultato frutto dell’impegno dei cittadini, delle famiglie, dei lavoratori e di una serie di azioni che stanno migliorando la qualità della differenziata effettuata dalla comunità bacolese, come ci ha raccontato Valentina Sanfelice di Bagnoli, Amministratore Unico di Flegrea Lavoro Spa. “raggiungere l’87% di raccolta differenziata in un comunce di 27 mila abitanti non è stato facile. Abbiamo puntato molto sull’ionformazione e sulla formazione dei cittadini. Dai social, per chi li usa, fino ad arrivare a campagne ìnformative porta a porta. L’intransigenza da un lato e la necessità di una corretta informazione sono stati la chiave per il successo“.

A questo si aggiunge anche la decisione, in vigore dal 1° dicembre scorso, di prelevare la raccolta dell’indifferenziata ogni 15 giorni per le utenze domestiche e ogni venerdì per le attività commerciali; dalla massiccia campagna di comunicazione attivata presso le utenze e dal principio di tolleranza zero applicato nei confronti di coloro che smaltiscono in modo scorretto. A questo si aggiungono gli investimenti realizzati che hanno consentito l’incremento del parco automezzi di quattro unità oltre ad una spazzatrice di ultima generazione che permetterà di migliorare ulteriormente il decoro urbano.

Attività messe in campo con l’obiettivo di incentivare ulteriormente la raccolta differenziata e, di conseguenza, diminuire la quota Tari per i cittadini, per i commercianti, per gli imprenditori.

“Si tratta di un risultato strepitoso – commenta Valentina Sanfelice di Bagnoli, Amministratore Unico di Flegrea Lavoro Spa– un orgoglio soprattutto per i lavoratori che ogni giorno si prestano ad un lavoro duro e usurante. Di questo li ringrazio, per avermi affiancato con fiducia e serietà. Senza considerare un ulteriore traguardo di non poco conto che riguarda i risultati di bilancio molto positivi con cui Flegrea Lavoro chiude il 2021

Il Consorzio per Recupero del Vetro (CoReVe) ha commissionato un’indagine ad AstraRicerche per verificare la qualità della raccolta differenziata dei cittadini. Il risultato è l’identikit dell’italiano modello per quanto riguarda la raccolta differenziata del vetro: le più attente sono le donne!

La fotografia ritrae una situazione in chiaro scuro: 4 italiani su 10 sottovalutano i danni prodotti da una raccolta di scarsa qualità.

Il 99,1% degli intervistati tra i 18 e i 70 anni, infatti, afferma di differenziare i rifiuti domestici e l’84,3% conferma di farlo regolarmente. Per quanto riguarda in modo particolare il il vetro, con il 90,2% degli italiani consapevole della possibilità di riciclarlo per dare vita a nuove bottiglie e vasetti. Una percentuale che scende al 79% se si considera la fascia 18-24 anni, ma che sale addirittura al 97% nel Triveneto.

I problemi, tuttavia, emergono quando si guarda alla qualità della raccolta differenziata del vetro. Il 39,6% degli intervistati, infatti, sottovaluta il danno che la presenza di materiali estranei può rappresentare per l’intera raccolta.

Ancora confusione sulla questione dei sacchetti di plastica, che troppo spesso finiscono nei contenitori del vetro insieme a bottiglie e vasetti. Un italiano su due non è consapevole del fatto che questa abitudine comprometta seriamente la possibilità di riciclare correttamente il materiale raccolto, 1 su 4 è convinto che questo errore sia tollerato, mentre il 24% pensa che questa pratica sia addirittura consigliata. Un problema di informazione, dunque, ma anche di attenzione.

«Negli ultimi 20 anni – sottolinea il presidente di CoReVe, Gianni Scotti – gli italiani hanno ben compreso quali sono i benefici ambientali, economici e sociali della raccolta differenziata del vetro e sono riusciti a migliorare i risultati di raccolta in modo significativo e costante. Ma i margini di miglioramento ulteriore ci sono sempre ed è su questo che, come CoReVe, lavoriamo quotidianamente, adattando i nostri messaggi e le nostre campagne informative, modulandole per raggiungere in maniera efficace i diversi pubblici di riferimento».

Il 10,6% circa del vetro raccolto è compromesso dalla presenza di materiali inquinanti, i cosiddetti “falsi amici” del vetro. Si tratta di oggetti in cristallo, di lenti di occhiali e di lampadine. Tutti materiali che, alla fine del riciclo, impediscono il riutilizzo di circa 200mila tonnellate di rottame di vetro pronto a dare vita a nuovi imballaggi. Una perdita pari a 48 milioni di euro circa per le amministrazioni locali.

Preoccupano i dati della nuova indagine park litter di Legambiente sui rifiuti abbandonati nei parchi delle nostre città: parliamo di 32.937 rifiuti raccolti e catalogati nei 53 transetti eseguiti in 48 parchi urbani di 27 città (Ancona, Bari, Bologna, Cagliari, Catanzaro, Chieti, Cinisello Balsamo, Genova, Gorizia, Latisana, Milano, Napoli, Perugia, Pescara, Piazza Armerina, Pineto, Pisa, Pordenone, Roma, Roseto degli Abruzzi, Rovigo, Ruoti, San Colombano al Lambro, Terralba, Torino, Trieste, Udine), circa 6 rifiuti ogni metro quadrato monitorato.

A farla da padrone i mozziconi di sigarette che rappresentano il 27% dei rifiuti raccolti, seguiti da frammenti di carta pari al 23% del totale, pezzi non identificabili di plastica (6,6%), materiale da costruzione (tegole, mattoni…) 6,3%, bottiglie di vetro e pezzi di bottiglie (4%), tappi di bottiglia o di barattoli/linguette di lattine (4%).

La maggior parte dei rifiuti rinvenuti possa essere riconducibile a due categorie specifiche che sono quella dei prodotti “usa e getta” (piatti, posate e bicchieri di plastica ma anche cannucce, contenitori per cibo e fazzoletti) e quelle degli “imballaggi. C’è poi la questione dei cestini per la raccolta dei rifiuti presenti in 46 dei 53 transetti monitorati. Solo nel 30% dei casi sono predisposti per la differenziazione dei rifiuti secondo materiali. Poiché una delle maggiori cause della dispersione dei rifiuti nell’ambiente è il vento, nel monitoraggio viene specificato che solo in 18 transetti su 53 (39%) è presente il coperchio utile a prevenire la dispersione di materiale.

Nel questionario Park Litter la presenza di tombini e canali di scolo è stata rilevata in 37 dei 53 transetti monitorati (70%). Questo parametro è stato rilevato in quanto studi a livello mondiale hanno stabilito che uno dei principali vettori di rifiuti in ambiente marino sono proprio i canali e i corsi d’acqua spesso collegati con la rete fognaria urbana e la principale fonte dei rifiuti è la cattiva gestione di quelli di origine urbana.  Nel 47% dei transetti (25 su 53) sono state notate zone di accumulo, per lo più sotto o nelle vicinanze di panchine. Fontanelle o distributori di acqua potabile sono presenti nel 58,5% dei transetti monitorati (31 su 53).

Insomma il tema dei rifiuti abbandonati è purtroppo un problema sempre attuale, come dimostrano i dati dell’indagine park litter, e che va affrontato continuando a promuovere campagne di informazione e sensibilizzazione e iniziative di cittadinanza attiva come fa da 29 anni Puliamo il mondo. Un modo semplice ma efficace per aiutare l’ambiente, per combattere la maleducazione

Contenuto della fisarmonica